Se pensavate che le meraviglie di Urbino finissero tra i torricini del Palazzo Ducale o tra le ripide “pendenze” che mettono a dura prova i polpacci dei turisti, beh, dovete ricredervi. Sotto il selciato di mattoni c’è un mondo che sembra uscito da un romanzo di avventura, e le ultime scoperte del 2026 ci dicono che Urbino ha ancora molta “seta” di storia.
🔷 La piscina condominiale di Papa Albani
Le recenti indagini del Gruppo Speleologico Urbinate hanno confermato che sotto il Collegio Raffaello non c’era solo polvere, ma una vera e propria cattedrale d’acqua. Una cisterna monumentale lunga ben 23 metri, voluta nientemeno che da Papa Clemente XI (al secolo Giovanni Francesco Albani), il “vicario” che amava così tanto la sua città da rifarle il look… anche nei sotterranei! Immaginate la scena: mentre sopra si discuteva di teologia, sotto si accumulavano milioni di litri d’acqua per non restare mai “all’asciutto”.
🔷 Un pozzo “fuoribusta” nel cortile
La cosa divertente? Nel cortile dello stesso collegio è riemerso un pozzo del 1710 che nessuno aveva più calcolato. Praticamente un “non censito” storico che serviva a dissetare studenti e cittadini. È un po’ come ritrovare una stanza segreta dietro l’armadio di casa, solo che qui al posto dei vestiti vecchi c’è l’ingegneria idraulica del XVIII secolo.
🔷 Non solo acqua: ci sono pure i crostacei!
E se pensate che lì sotto sia tutto buio e silenzio, sappiate che c’è vita. Durante le esplorazioni sono stati avvistati dei piccoli crostacei ipogei. In pratica, mentre noi cerchiamo parcheggio in superficie, loro si godono la quiete millenaria degli abissi urbinati. Un ecosistema perfetto, lontano dal caos e, soprattutto, dalle salite della città!
🔷 Urbino sotterranea: un labirinto di sorprese
Ma Urbino sotterranea non è solo l’ultima scoperta del Legato Albani. È un intricato sistema di cunicoli, molti dei quali ancora da mappare completamente. Si parla di condotti ottocenteschi, passaggi che portano verso la zona delle Vagine e antiche fogne che, per quanto poco glamour, sono dei capolavori di architettura. Urbino, insomma, è come una lasagna: più scavi, più strati trovi. E il bello è che il meglio deve ancora venire.